LO SCARFALIETTO

di E. De Filippo

Ruoli: Emma Carcioff, il cancelliere,
la soubrette

"Lo Scarfalietto" (o "Lo Scaldaletto") di Eduardo Scarpetta con Geppy Gleijeses, Lello Arena e Marinella Bargilli in prima nazionale al Festival La Versiliana di Marina di Pietrasanta (Lu). "La più divertente commedia napoletana di tutti i tempi", così è stata definita; nella particolare rivisitazione (Lo Scaldaletto è stato creato nel 1915) di Geppy Glejeses che firma l'adattamento e la regia. A fianco di Gleijeses (Don Gaetano Papocchia) in questa avventura, uno dei comici migliori tra i grandi napoletani di questi anni, Lello Arena (Felice Sciosciamocca) che, prima con Troisi e De Caro e poi autonomamente, percorrendo una strada di continua qualificazione e senza cedimenti, rinverdisce i fasti comici del nostro teatro.

E ancora, nel ruolo di Amalia Marianella Bargilli, una giovane ma già consolidata realtà del teatro italiano, che nella stagione in corso ha avuto una notevole affermazione nel ruolo di Silia nel pirandelliano "Giuoco delle parti". Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Quirino di Roma e dal Teatro Stabile di Calabria.
Una commedia che riporta alle origini, al padre naturale di Eduardo De Filippo, a quell'Eduardo Scarpetta che riformò il teatro comico napoletano, sostituendo la maschera di Pulcinella con il borghesuccio Felice Sciosciammocca, con il suo bastoncino di canna, le scarpe lunghissime, il mezzo tubo e il fracchettino che anticipò Charlot.

Lo spettacolo, che sarà recitato in un napoletano assolutamente comprensibile, è un trionfo di scene. In tutto tre: la casa di Felice, il teatro Mercadante e il tribunale. In scena 13 attori di grande professionalità, giovani e meno giovani: Gianni Connavacciuolo (Rafanie, l'usciere), Gina Perna (Dorotea Papocchia), Margherita Di Rauso (Emma Carcioff), Antonio Ferrante (Direttore del teatro), Luciano D'Amico (Avvocato Saponetti), Gino De Luca (Michele Pascone-Carmelo), Antonietta D'Angelo (Rosella Paparella e Vincenzo Leto (Gennarino-Ciruzzo).

In due parole, la trama: Amalia e Felice, freschi sposi, litigano per qualsiasi banalità. Stavolta è la rottura di uno scaldino nel letto nuziale a provocare il finimondo, con convocazione di avvocati e richieste di separazione. Alle liti violente assiste Gaetano Papocchia, buffo carattere di anziano pretendente che capita in casa della coppia per affittare un "quartino" destinato alla soubrette Emma Carcioff, per cui da tempo spasima. Nel secondo atto Amalia e Felice inseguono in teatro Papocchia per convincerlo a testimoniare, ognuno a proprio favore, innescando ogni sorta di equivoco e facendo miseramente fallire le "prove" in corso. Nel terzo atto, ambientato in tribunale, il delirio è totale e culmina con la celebre arringa dell'Avvocato Anselmo Raganelli ovvero don Anselmo Tartaglia.